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Le aree protette marchigiane verso i prossimi cinque anni
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 | 2010-01-27 17:44:13
I parchi la nuova chiave del progresso delle Marche
Innovazione, conservazione, ricerca scientifica e promozione turistica le linee guida delle politiche per le aree protette nei prossimo anni
La Rete Ecologica Marchigiana il primo passo
Presentati i punti chiave del programma di Federparchi Marche per i prossimi cinque anni
Le aree protette saranno il punto di forza per il rinnovato sviluppo delle Marche. Di questo sono convinti i presidente dei parchi e delle aree protette marchigiane, Legambiente e WWF. Se ne è discusso ieri, durante la riunione indetta da Federparchi e realizzata in collaborazione con Legambinte Marche a cui hanno preso parte tra gli altri l’assessore all’ambiente Marco Amagliani, il presidente di Federparchi Marche Fabrizio Giuliani, il responsabile nazionale aree protette e territorio di Legambiente Antonio Nicoletti, il presidente Parco del Conero Lanfranco Giacchetti, il presidente del Parco San Bartolo Luca Acacia Scarpetti, l’ssessore all’ambiente della Provincia di Pesaro e Urbino Tarcisio Porto, il presidente della Riserva Naturale della Sentina Pietro D’Angelo, il presidente di Legambiente Marche Luigino Quarchioni, il direttore Riserva Naturale Ripa Bianca e rappresentante del WWF Marche David Belfiori e Gilberto Stacchiotti delle segreteria di Legambiente Marche.
Dall’incontro sono emerse le linee guida per le politiche sulle aree protette dei prossimi anni e le richieste che verranno presentate ai candidati alle prossime elezioni regionali.
“Siamo convinti che le aree protette debbano essere il luogo di conservazione degli aspetti naturali del paesaggio – commenta Fabrizio Giuliani presidente di Federparchi Marche – ma una conservazione dinamica e che risponda alle esigenze del territorio, in cui trovino spazio paesaggio e saperi di cui la nostra Regione è una validissima rappresentante. Pensiamo che le aree protette debbano diventare un luogo di sperimentazione e innovazione in cui produrre ricerca scientifica e promozione del territorio. Riteniamo quindi indispensabile – continua Giuliani - l’istituzione della Rete Ecologica Marchigiana con cui mettere in relazione tutte le diverse tipologie di aree protette e la Rete Natura 2000 con cui assicurare ai Parchi il ruolo di nodo centrale nella conservazione e di laboratorio per le ricerche e le pratiche innovative in materia di sviluppo alternativo, difesa del suolo, energia ed educazione.”
“La Regione in questi anni ha creduto e investito molto nella valorizzazione delle aree protette.” Interviene così all’incontro di ieri Marco Amagliani assessore all’ambiente della Regione Marche. “L’istituzione della Riserva naturale regionale dei Monti Canfaito e San Vicino è solo l’ultimo atto di una progettazione molto ampia che è passata per il sostegno ai centri di educazione ambientale e la valorizzazione delle qualità territoriali. Inoltre la Regione – continua Amagliani - può contare su un validissimo strumento di tutela del paesaggio che è il Piano Energetico Ambientale Regionale con cui il territorio diventa protagonista assoluto nella produzione e nel consumo di energie in totale armonia con la natura del luogo.”
In questi anni ottimo interlocutore del mondo delle aree protette è stato l’assessorato all’ambiente della Regione ma questo non basta. Dalla tavola rotonda di ieri è emersa la necessità di dialogare anche le istituzioni che rappresentano il mondo dell’agricoltura e del turismo perché è anche e soprattutto di questo che i parchi vivono. Solo attraverso una visione delle aree protette a 360° sarà possibile rispondere alle linee guida della Comunità Europea e poter intraprendere di nuovo progettazioni ampie e ambiziose come quella di APE Appennino Parco d’Europa.
“Il 10% del territorio marchigiano è area protetta naturale. Un paesaggio di straordinaria bellezza, antiche tradizioni e scrigno di biodiversità – commenta così Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette e territorio di Legambiente –. I parchi naturali e le aree protette marchigiane, per valorizzare questa grandissima bellezza, devono camminare insieme e muoversi verso lo stesso obiettivo perché solo con un’azione congiunta si potrà riuscire a tutelare l’immenso patrimonio di cui questa Regione è custode. Ottima quindi l’idea dell’istituzione della Rete Ecologica Marchigiana con cui mettere in relazione le ricchezze e le strategie di tutte le aree protette.”
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