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No alle trivellazioni in Adriatico
2014-12-16 09:56:04foto

In Consiglio Regionale la discussione per impugnare l’articolo 38 della Legge di conversione D.L. 133/2014 Sblocca Italia.
Legambiente: “No alle trivellazioni in Adriatico. Una nuova stagione del petrolio? Dannosa, anacronistica e in contrapposizione con gli obiettivi di crescita delle Marche”.


“Un ritorno alle trivelle? Sarebbe una trama adatta ad un film di inizi ‘900”. Così commentano Luigino Quarchioni e Francesca Pulcini, rispettivamente presidente e vicepresidente di Legambiente Marche in vista della discussioni che si terrà domani in Assemblea Legislativa delle Marche per tentare di impugnare l’articolo l’art.38 della Legge di conversione del D.L. 133/2014 Sblocca Italia che prospetta una nuova stagione delle trivellazioni di petrolio.
Già il 10 novembre scorso Legambiente, Greenpeace, Fai, WWF e Mare Vivo hanno inviato una lettera-appello a tutti i Governatori Regionali per invitarli a contrastare questa scelta opponendosi all’articolo in discussione.
“Non possiamo ignorare la svolta energetica che sta vivendo il nostro Paese, le Marche comprese – continuano Quarchioni e Pulcini -; un cambiamento che vede protagoniste le energie rinnovabili, la produzione diffusa e il risparmio energetico. Inoltre, siamo convinti che il futuro di questo territorio sia fatto di qualità ambientale per la crescita dell’economia, del turismo, dell’agricoltura di qualità e delle produzioni tipiche. Inoltre, una nuova, ma vecchia nelle prospettive, stagione delle trivellazioni petrolifere contrasta con gli orizzonti delineati dalla Macroregione Adriatico-Ionica. Per rendere le Marche più competitive e capaci di futuro – conclude Legambiente -, la scelta delle trivellazioni non solo è sbagliata ma fortemente dannosa ed è per questo che ci appelliamo a tutti i Consiglieri Regionali affinché contrastino questa scelta scellerata del Governo che ci riporterebbe troppo indietro rispetto all’innovazione che anche questa Regione sta vivendo”.