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OPERAZIONE FIUMI

Edizione 2008

Cala il sipario su “OPERAZIONE FIUMI 2008” nelle Marche . E' partita dal Piemonte la campagna di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile che per un mese ha tenuto sotto osservazione corsi d’acqua e territorio. Ma anche rischio idrogeologico: nelle Marche in pericolo il 99% dei Comuni. Quasi 60 sono state le iniziative sparse un pò in tutto il territorio regionale che si sono succedute da sabato 18 fino a domenica 26 ottobre. Gli appuntamenti principali della campagna: martedì 21 ottobre ad Ancona, giovedì' 23 a Tolentino e per finire venerdì 24 sabato 25 e domenica 26 a Civitanova Marche, Serravalle di Chienti e ancora Tolentino
Per l’edizione 2008, la sesta, 23 le tappe lungo tutta la Penisola. Secondo Esosistema rischio, la classifica sullo stato di sicurezza dei nostri Comuni, Montelupone (MC) e Monte Urano (AP) i più meritevoli della regione

Sensibilizzare i cittadini, soprattutto i più piccoli, per sottolineare l’importanza di una corretta gestione del territorio e dei corsi d’acqua e la necessità di creare una nuova mentalità sulle tematiche di protezione civile. E’ questo uno degli obiettivi di Operazione Fiumi.
Non è però solo un’occasione per informare i cittadini ma anche un momento per fornire un contributo concreto alla tutela dei corsi d’acqua. Centinaia di volontari e cittadini si sono attivati per ripulire le sponde dei fiumi e liberare i pilastri dei ponti dai rifiuti ingombranti portati dalle precedenti piene o abbandonati lungo gli argini e che sono causa di gravi danni per il territorio e per i cittadini.

La campagna punta i riflettori anche sull’importanza di piani d’emergenza aggiornati ed efficaci, affiancati da una costante comunicazione alla popolazione: elementi di primaria importanza per salvare vite umane in caso di calamità. Così Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con gli scout dell’Agesci e del Cngei, l’Associazione nazionale Vigili del fuoco in Congedo, la Protezione Civile delle regioni Marche e Sicilia riportano l’attenzione sul rischio idrogeologico al quale restano esposte moltissime città italiane.

Nello specifico, secondo i dati del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare aggiornati ad aprile del 2006, il rischio più elevato per alluvioni e frane interessa quasi il 9,3 % del territorio italiano .

Non solo abusivismo, disboscamento e mancata manutenzione dei corsi d’acqua, ma anche una preoccupante combinazione climatica che aumenta pericolosamente la probabilità di eventi catastrofici nelle zone dove già esiste un elevato rischio idrogeologico.

ECOSISTEMA RISCHIO

Una vera e propria classifica dello stato di sicurezza dei nostri comuni in merito al rischio del dissesto idrogeologico, un’occasione per sollecitare interventi e soluzioni per inadempienze o lentezze e per valorizzare il buon lavoro svolto da moltissimi comuni. Sono state monitorate le azioni messe in campo da oltre 5.000 amministrazioni comunali, per quanto di loro competenza, volte alla mitigazione del rischio idrogeologico in tutto il paese. Montelupone (MC) e Monte Urano (AP) sono risultati i comuni più meritevoli nell'affrontare il problema del rischio idrogeologico; non tanto da meritarsi la Bandiera Fiume Sicuro che per quest'anno non è stata assegnata a nessun comune marchigiano.
Efficiente invece il sistema locale di Protezione Civile: il 93% dei comuni ha il piano di emergenza .
Secondo i dati, nell'82% dei comuni marchigiani sono presenti abitazioni in aree potenzialmente pericolose e in più del 70% addirittura fabbricati industriali.
Si aggrava così il rischio per le persone e per l'inquinamento dei corsi d'acqua.
Il panorama marchigiano è reso ancora più preoccupante dai seguenti dati: oltre il 70% dei comuni non svolge una positiva opera per la mitigazione del rischio: tra questi il 58% delle amministrazioni non fa nulla per ridurre il rischio idrogeologico e la
maglia nera va al comune di Montegallo (MC)
.
Solo il 9% dei comuni ha intrapreso opere di delocalizzazione delle abitazioni nelle aree più a rischio e solo nel 4% sono stati presi provvedimenti di delocalizzazione dei fabbricati industriali.

L'indagine ha messo in luce le evidenti difficoltà della nostra Regione a partire dal non rispetto del divieto di edificabilità nelle zone a rischio idrogeologico.
Emerge inoltre la buona capacità di intervento del sistema di Protezione Civile Marche: il 93% delle amministrazioni ha realizzato un piano in caso di frana o alluvione . Piano che non è sufficiente però quando mancano previsione e prevenzione dei rischi.
Nelle Marche il 29% dei comuni è attivo in questo senso.
I dati confermano che c'è ancora tanta strada da fare per ottenere la sicurezza dei cittadini di fronte al rischio idrogeologico.


Ecco tutte le le iniziative organizzate nelle Marche nel primo week-end di Operazione Fiumi. Per quelle portate a termine il 25 e il 26 ottobre clicca qui

Per maggiori informazioni www.legambiente.eu
Edizione 2011
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Edizione 2009
Edizione 2008
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