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ECOSISTEMA BAMBINO 2009 |
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DIBATTITO A URBINO |
Buone pratiche per l’infanzia e l’ambiente
E' in programma per martedì 10 novembre a Urbino, nella Sala del Maniscalco, il confronto tra Legambiente e l’amministrazione comunale con i rappresentanti dei comuni che hanno partecipato alla I° edizione di Ecosistema Bambino nella sua nuova veste di Vetrina delle Buone Pratiche per l’infanzia e per l’ambiente e con i cittadini, le associazioni, i progettisti e le scuole.
Dopo dieci anni di attività Ecosistema Bambino con cui Legambiente individuava le città e le amministrazioni più attente all’infanzia in termini di opportunità di partecipazione, sviluppo del territorio, presenza di strutture idonee, iniziative di aggregazione culturale, si è trasformata in un luogo di scambio e confronto, per dare visibilità alle idee e ai progetti, per fare rete in maniera agile e costruttiva nella piena convinzione che solo la sinergia e il dialogo tra soggetti educativi possano elevare il livello di qualità culturale del nostro Paese.
Ecosistema bambino non più,dunque, una classifica dei virtuosi ma una vetrina delle buone pratiche per dimostrare che alcune scelte possono essere fatte a prescindere da bandi, concorsi, finanziamenti straordinari ma, semplicemente, per il bene del Paese.
Per questo nel pomeriggio di martedì verranno prese in esame le esperienze territoriali di quelle città che fanno bene ai bambini.
Investire sui bambini e sui giovani dovrebbe essere l’assicurazione per il futuro di ogni società, perché formazione ed educazione dei cittadini sono l’unico antidoto reale e concreto ai fenomeni dell’isolamento e del disagio sociale.
Ma in questi ultimi anni le politiche per l’infanzia sono passate in secondo piano nelle priorità del Paese. Sono finiti gli anni d’oro di Agenda 21, del trattato di Lisbona, della legge 285 e delle Città amiche delle bambine dei bambini.
Crescere nelle città che crescono è, pertanto, il tema del dibattito organizzato nella mattinata in una tavola rotonda in cui i partecipanti al convegno potranno confrontare le proprie opinioni.
Oggi le città fanno bene ai bambini? Non c’è evidentemente una sola risposta, perché tante sono le città e perché parlare di bambini significa individuare una certa fascia di età, non omogenea al suo interno, ma segnata evidentemente da molte eterogeneità e differenziazioni.
Possiamo, invece dire senza tema di smentita che investire sui bambini e sui giovani e fondamentale per ogni amministrazione per dare un futuro al Paese.
Bambini e adolescenti sono parte integrante della cittadinanza attiva, ma la partecipazione attiva nasce dalla conoscenza della realtà che ci circonda e dei meccanismi che portano a definire le scelte. La città inaccessibile diventa allora barriera alla conquista quotidiana di autonomia nei percorsi di crescita di bambini e ragazzi.
Le politiche devono poter, dunque, incidere sulla mobilità e sull’urbanistica, ripensare tempi e spazi della città, recuperare relazioni umane e promuovere un nuovo rispetto per l'ambiente in cui tutti viviamo, ma anche agevolare l’accesso alla cultura, aumentare i luoghi di incontro e confronto, di spazi e tempi da autogestire, tra coetanei e non.
Occorre che gli adulti si occupino maggiormente dei bambini nella quotidianità e non solo in casi di emergenza.
Un bambino è un essere umano che ha il diritto di disporre di tutte le condizioni necessarie al suo sviluppo armonico e a un benessere psico-fisico. È un cittadino a tutti gli effetti e ha diritto a partecipare alla costruzione di un ambiente e di una società che siano a sua misura. E se una città diventa veramente amica dei bambini, sarà una città migliore per tutti.
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